S’io veggio in Lucca bella mio ritorno,
che fi’ quando la pera fie ben mézza,
in nullo cuore uman tanl’allegrezza
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4giá mai non fu, quant’io avrò quel giorno.
Le mura andrò leccando d’ogn’intorno
e gli uomini, piangendo d’allegrezza;
odio, rancore, guerra ed ogni empiezza
8porrò giú contra quei, che mi cacciorno.
E qui me’ voglio ’l bretto castagniccio,
’nanzi ch’altrove pan di gran calvello;
11’nanzi ch’altrove piume, qui il graticcio.
Ch’i’ ho provato si amaro morsello,
e provo e proverò, stando esiticcio,
14che ’l bianco e ’l ghibellin vo’ per fratello.