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PoetósferaLa BibliotecaFulvio Astalli

Fulvio Astalli · Ilustración

Roma ch'ergesti le tue moli altere

italiano

Roma ch’ergesti le tue moli altere,

Dove campi dell’aria hanno il confine,

Dimmi, perchè sull’alte tue ruine

Ridon ora de’ fior tutte le schiere?

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Se cadde a terra quel superbo crine,

A che serti intrecciar le Primavere?

Solo dovean qui meste piante e nere

Delle grandezze tue piangere il fine.

Roma, le tue cadute io piango ognora

10E vò che questa destra ora recida

Sovrà i sepolcri tuoi Aprile, e Flora.

Errai. Superbia ancora in te s’annida:

Ti vinse il tempo è ver, ma vinta ancora

Delle perdite tue par che tu rida.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Fulvio Astalli
Título
Roma ch'ergesti le tue moli altere
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-roma-ch-ergesti-le-tue-moli-altere--fulvio-astalli-3a0043
Cita recomendada
Fulvio Astalli, «Roma ch'ergesti le tue moli altere», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-roma-ch-ergesti-le-tue-moli-altere--fulvio-astalli-3a0043.html

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