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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Risveglio — Rinuncia

italiano

Alla sua porta giunse un cavaliero

e disse: — «Le tue guance hanno il colore

dei ceri; hai l’occhio spento;

e fra le attorte ciocche del tuo nero

crine lampeggia qualche fil d’argento.

Che attendi ormai? Senti che scoccan l’ore?

Senti?... Son l’ore estreme dell’estrema

tua giovinezza; un ultimo bagliore

di vespero, e dirotte

pioveran l’ombre; l’anima non trema

dinanzi al dubbio dell’eterna notte?...

T’offro l’ultimo sogno; io son l’Amore!

Scendi, fuggi con me che son l’Amore.

Tutta la gioia e tutta la bellezza

del mondo, finalmente,

conoscerai. Non senti? scoccan l’ore

e forse la promessa ultima mente

e morte la speranza ultima spezza.» —

Ella rispose: — «Io son qui sola, o Amore,

con la mia vecchia madre. Il Paradiso

nè spero, nè l’Inferno

temo, ma di lasciarla io non ho core,

io, caldo raggio del suo freddo inverno,

io, cui prima nel mondo ella ha sorriso.» —

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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Risveglio — Rinuncia
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-risveglio-rinuncia--vittoria-aganoor-001109
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Risveglio — Rinuncia», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-risveglio-rinuncia--vittoria-aganoor-001109.html

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