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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Risveglio — Febbre

italiano

Ecco, la porta si spalanca ed entra

mio padre coi bei doni. A stento ei tutti

li regge (oh quanti!) e ride... Io dal mio letto

tendo le braccia, e la gioia è nel sole

che allaga la mia camera: è nel suono

delle campane dindondanti a festa,

nell’allegro vocìo che di fuor s’ode...

— È nato! è nato! — esclamano le genti

e per le vie s’abbracciano.

La febbre

questi sogni mi dà? sia benedetta!

Vero; è Natale, ma mio padre immoto

dorme laggiù presso la villa immersa

tra gli abeti. È Natale... oh ma i fratelli

non s’abbraccian per via!...

Donami ancora

un altro sogno, amica febbre! io veda

svanir come ombra, al divampar d’un grande

foco d’amore, l’indigenza, e il mondo

finalmente placato in una fede

sicura e forte come l’universo,

in ogni terra, e per ognuno il sasso

delle tombe non sia più che la porta

dell’infinito.

A quella soglia io forse

m’approssimo?... chi sa? Forse il mio sogno

s’avvera, e lieto il padre mio dischiude

il valico per me, recando il vivo

dono di luce?...

Dagli oscuri abissi

della vita, assorgiamo, anima! albeggia

l’erta, che attinge il vertice del vero.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Risveglio — Febbre
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-risveglio-febbre--vittoria-aganoor-6e6626
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Risveglio — Febbre», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-risveglio-febbre--vittoria-aganoor-6e6626.html

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