Questi, ch’al suon di lagrimosa lira
Or piangi estinti folgori di Marte,
Han vita nelle tue funeste carte,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4E la tua fama la lor fama inspira.
Ed al tuo caldo sospirar sospira
Chi legge i casi infausti a parte a parte
Nelle meste querele, e ammira l’arte,
8E ’l carme, in cui la propria morte spira.
E perdendo han maggior vittoria quivi,
Che non avrian vincendo ove i lor busti
11Giacquer; ma non l’ardir, no ’l gran valore.
Deh! se d’onor terren, spirti divini,
Nel ciel vi cal, miratevi ora augusti,
14Ed immortali in stil, che mai non muore.