Quella, che in man di Titiro concento
Sì dolce e altier Lira immortal rendea,
Da un ramo d’un allòr muta pendea,
Se non quando suonar faceala il vento
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Eudosso di staccarla ebbe ardimento,
Ed al tocco di lui sì rispondea,
Che Roma, e Italia, e ’l Mondo tutto empiea
Di maraviglia insieme e di contento.
Ma poichè anch’egli cesse al fato, e meste
Ne gir ripiene di pietate, e d’ira
10Le Muse alme di Lazio in negra veste;
Febo dolente, onde la dolce Lira
Ad altrui di toccar speme non reste,
Del Pastor la gittò dentro la pira.