Quel che pur chiami in bruna veste e nera,
E di lagrime intanto aspergi il ciglio,
Donna, vago diletto unico figlio,
Tua gioia un tempo, or doglia acerba e fera,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Col mio lassù nella più alta sfera
Or stassi fuor di questo grave esiglio;
E fora il nostro omai miglior consiglio
Di lor gloria allegrarsi eterna e vera.
Ma dal retto veder, ahi! ne distorna
10Il troppo affetto, e dal soverchio duolo
Vinta ed oppressa in noi la Ragion dorme:
L’immortal luce, ch’ambi or copre e adorna,
Tolta è a’ nostr’occhi, che presenti han solo
Lor dolci atti, e le prime amate forme.