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PoetósferaLa BibliotecaAlessandro Pegolotti

Alessandro Pegolotti · Ilustración

Quando lasciò del suo Ticin la sponda

italiano

Quando lasciò del suo Ticin la sponda,

Su cui l’estinto Maggi egra piangea,

Qui giunse ove il real mio Fiume inonda,

Clio lagrimosa e in guisa tal dicea:

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Or che cercando io vò quella feconda

Virtù, che nel mio Carlo albergo avea;

Chi per pietà m’insegna, ove s’asconda

Quest’alta di valor gentile idea?

Io, che posava allor su queste amene

10Piagge, lieto pensando al tuo bel canto,

Che il Mincio più sonoro a render viene.

Sul Mincio, io dissi, a un nuovo Carlo accanto

Vaane, e colà ritroverai quel bene,

Che cerchi. Andò la Musa, e terse il pianto.

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La Biblioteca

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Autor
Alessandro Pegolotti
Título
Quando lasciò del suo Ticin la sponda
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-quando-lascio-del-suo-ticin-la-sponda--alessandro-pegolotti-6a483e
Cita recomendada
Alessandro Pegolotti, «Quando lasciò del suo Ticin la sponda», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quando-lascio-del-suo-ticin-la-sponda--alessandro-pegolotti-6a483e.html

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