Quand’io penso al fuggir ratto dell’ore
E veggio mentre parlo il volto e ’l pelo,
Sparso di morte l’un l’altro di gelo
Cangiar l’usato suo vago colore:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Mi fermo, e pien d’orror prego il mio cuore,
Che di se stesso abbia pietate e zelo,
E non voglia smarrir la via del Cielo
Fra le vane speranze e ’l van timore:
Vedi, gli dico, che a’ tuoi danni aspira
10La Morte che sen viene a gran giornate,
E che fugge il piacer qual nebbia al vento.
Drizza a quel segno de’ pensier la mira
Ove mal grado dell’ingorda etate,
Potrai sempre con Dio viver contento.