Qual feroce leon, che assalit’abbia
Pastor malcauto, e il preme e’n fuga il caccia:
Quei d’elce o quercia all’alte annose braccia
Ricovra, e schiva del crudel la rabbia,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Il qual gli è intorno e con spumanti labbia
Ruggendo il mira e pur quel tronco abbraccia
Coll’unghie adunche, e il crolla, e pur procaccia
Salirvi, e sparge in van col piè la sabbia
Così Costei, che del leon d’Inferno
10Fuggì gli artigli, ed ha ricovro amico
Su i santi rami del gran tronco eterno:
L’ira non teme più del fier nemico,
E lo vedrem pien d’aspro duolo interno
Tornar ruggendo a quel suo centro antico.