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PoetósferaLa BibliotecaCarlo Emanuele Muzzarelli

Carlo Emanuele Muzzarelli · Romanticismo

Poichè Roma mirò, Prence immortale

italiano

Poichè Roma mirò, Prence immortale,

Cui prudenza e pietà ministre sono

Che i tuoi giorni assalìa morbo letale,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Salir fe’ i prieghi dell’Eterno al trono.

La udì propizio il Ciel, ratto sull’ale

Recò un Cherube di tua vita il dono,

E quel piacer, cui non si vanta eguale

8Chiaro si fè de’ sacri bronzi al suono.

Dove ch’io drizzi il passo, o il guardo giri

Di Te, che reggi della terra il pondo

11Avvien che l’opre, e la grandezza ammiri.

E fisso è negli eterni alti decreti

Che per Te veggia rinnovati il mondo

14Di Augusto e di Leone i dì più lieti.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

← Poichè morte crudel vibrò lo straleQual fende l'aere su lievi penne →

Expediente

Autor
Carlo Emanuele Muzzarelli
Título
Poichè Roma mirò, Prence immortale
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-poiche-roma-miro-prence-immortale--carlo-emanuele-muzzarelli-d66aa6
Cita recomendada
Carlo Emanuele Muzzarelli, «Poichè Roma mirò, Prence immortale», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-poiche-roma-miro-prence-immortale--carlo-emanuele-muzzarelli-d66aa6.html

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