PIanger vid’io
Nocchieri avari,
Che ’l vento rio
Pe’ vasti Mari
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Trasse lor legno,
E ’l fero sdegno
Già non sostenne,
E a perir, venne.
E pianger vidi
10ll sesso imbelle,
E in alti gridi
Ferir le stelle
Quando per morte,
Od altra sorte,
15Furo i graditi
Figli rapiti.
Vidi le spose
Gemer dolenti
Per le crucciose
20Guerre frementi,
Che diero ai danni,
E ai crudi affanni,
E a spade ignude
La gioventude.
25Io non mi cingo
Di fino acciaro,
Nel cuor non stringo
Pensiero avaro,
Ne donzelletta
30Geme soletta,
Perch’io sia gito
A stranio lito.
Qual sia cagione
Di mie querele?
35Se in ria stagione
Nembo crudele
Di grandin scuote,
E ne percuote
L’uva, che ’l tino
40Vuol già vicino.
Di questo solo
Provo tormento,
E per il duolo
Tal fo lamento,
45Che tal non feo
Piangendo Orfeo
Fatto infelice
Per Euridice.