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Antonio Muscettola · Barroco

Per saettarmi il petto il cieco dio

italiano

Per saettarmi il petto il cieco dio

di straniera beltá l’arco non tende;

me con me stesso impiago, e ’l desir mio

me di me stesso innamorato or rende.

Ardo, misero, amando e ’l foco rio

in un gelido umor da me s’accende;

adoro un volto ch’è mio volto, ed io,

io che l’offeso son, son chi m’offende.

Per annodarmi il core io stringo il laccio,

i pregi miei com’altrui pregi io lodo,

di speme un’ombra, e la mia ombra, abbraccio.

Oh d’ingiusto penar diverso modo!

Mentre sospiro il ben per cui mi sfaccio,

meco unito è il mio bene e pur nol godo.

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Autor
Antonio Muscettola
Título
Per saettarmi il petto il cieco dio
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-per-saettarmi-il-petto-il-cieco-dio--antonio-muscettola-c3e8a1
Cita recomendada
Antonio Muscettola, «Per saettarmi il petto il cieco dio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-per-saettarmi-il-petto-il-cieco-dio--antonio-muscettola-c3e8a1.html

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