Quando lasciato di Liguria il lido
Su lieve legno al mare io m’affidai,
Vedrò vedrò Temira, alto sclamai,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Del cui valor tanto risona il grido;
E quando a un tratto l’elemento infido
A me d’intorno infuriar mirai
Temira ancor nel rischio io rammentai,
8Qual’astro a desir miei propizio e fido.
Eccomi giunta alle beate sponde
Che l’Arno bagna, ed ecco io veggio alfine
11Costei sì cara all’Apollinee Suore.
S’una accrescer non posso a tante fronde
Di eterni allori ond’hai coperto il crine,
14Donna deh lascia almen ch’io t’offra il core!