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Sinibaldo Perugino · Medieval

Pallida, stanca, e sotto il manto oscuro

italiano

Pallida, stanca, e sotto il manto oscuro

Quasi tutta nascosa,

Negli occhi lagrimosa,

Venìa la sconsolata peregrina;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E quando mi conobbe, un pianto duro

Cominciò la dogliosa,

Mostrando aver noiosa

La vita che da lei non si declina.

Poi che drizzò vêr me la faccia china,

10Mi disse — Omè! caro diletto mio,

Insegnami, per Dio,

Se sai, dov’è la vergin mia sorella.

Chè, se ben vêi, son quella

Che fra le quattro fui nel santo coro

15Chiamata per altrui non la men bella:

Ed ora per la loro

Invida voglia e mal condotto stile

Son fatta fra le tre già la più vile. —

Ond’io, ch’allor non men di lei mi dolsi

20Nel cuore e nella mente,

Risposi — Omè dolente!

Come ti veggio povera e mendica!

Qual falso caso sì nuda ti colse!

O misera sovente,

25Per qual mo’ di presente

Fortuna fatta s’è di te nemica?

La tua sorella vergine e pudìca

Ecco che viene in compagnia d’Amore:

Però cela il dolore

30Che porti in cor, per dare a lei men pena.

Ond’ella ch’era piena

D’amara doglia, sì come la vide,

A rinnovar suo pianto prese lena:

E l’altra per le stride,

35Che riconobbe alla turbata vista,

Non men di questa allor si fece trista.

— Qual è stato il terrore o mal di morte

Che tolto t’ha la vita,

Misera sbigottita?

40Qual nova maraviglia è questa? e quando

Si annerò il manto che nel dosso porte?

Chi t’ha così schernita,

O germana smarrita?

Dicea la bella donna lagrimando.

45Se’ tu fuggita? o ètti dato bando?

Per ch’io ti veggio senza compagnìa.

Ov’è la valorìa

Dei nati tuoi e de’ piacenti servi?

Non mi credeva avervi

50Ancor perduti, o cari miei diletti.

............

.........

...— E l’altra con sospire

Da mezzo il cor così cominciò a dire

55 — Fuggita son dalla superba testa

E dal rapace lupo,

Che con malvagio strupo

Fatto m’ha forza e tolto ogni mio bene:

Levata m’ha dalla superna festa,

60E messa m’ha nel cupo.

Però s’io mi desciupo

Non ti maravigliar, somma mia spene.

Rimasi non mi son polsi nè vene

Con alcuna virtute o sentimento.

65E mo’ tiene in istento,

Per maggior male, il mio templo sincero;

E con aspetto fero

Comanda e regge, sì come a lui piace,

Iniquo crudo e con dilasso corso.

70Perch’io dall’altre non trovo soccorso.

Ed è bisogno per ciascun riparo

Pensar come son vani

Mo’ gl’intelletti umani,

Che son ei fuor d’ogni amoroso effetto

75Non san ben quant’è amor da tener caro,

E che sempre mal vane

Qualunque non rimane

In quel piacer di questo dio suggetto.

Ed io, sol per aver lui in dispetto,

80Fatta son serva del crudel tiranno,

Che con sottile inganno

Vien divorando il ben dell’universo.

Dunque, per tal riverso,

Amor è quel che ciascun ben difende

85Con bel costume e ragionevol verso.

E però, se te incende

Del caldo suo, tu puoi viver sicura;

E, come or se’, sarai vestale e pura. —

Ond’io attento alla dogliosa voce

90E ’l secreto parlare,

Che nell’effetto appare,

Dentro a me sento che ’l cor si conforta;

E penso ancor, che donna, che mi nuoce

In celarmi le avare

95Luci leggiadre e chiare,

Per tal cagion ne potrebbe esser morta.

Non si vuole ad amor serrar la porta,

Che gli diletti del cor ci apre e chiude:

Amor vuol veder gnude

100Le luci belle d’ogni atto crudele.

Però, se per me vele

Spesso i begli occhi con la bianca mano,

Spero, donna gentil, come fedele

D’amore e servo umano,

105Veder degli occhi tuoi giusta vendetta;

Che forse per molti altri ancor s’aspetta.

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Por su autor
Sinibaldo Perugino
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Autor
Sinibaldo Perugino
Título
Pallida, stanca, e sotto il manto oscuro
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-pallida-stanca-e-sotto-il-manto-oscuro--sinibaldo-perugino-a9614f
Cita recomendada
Sinibaldo Perugino, «Pallida, stanca, e sotto il manto oscuro», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-pallida-stanca-e-sotto-il-manto-oscuro--sinibaldo-perugino-a9614f.html

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