Oh che begli atti in dolce umil sembiante
Fur quei che io vidi, e non potei morire,
Quando fu vista dal bel corpo uscire
L’alma, ch’ebbe dal Ciel grazie cotante!
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Oh che nuove parole accorte e sante
Intesi allor, che fur certo ad udire
Gli Angeli in terra! E ben parve il morire
Gioia e dolcezza da quel giorno avante.
Soavemente i begli occhi volgea
Placida e lieta, e nel fiorito viso
Onesto fuoco in sulla neve ardea;
E scoprendo le perle un picciol riso,
A me rivolta in be’ modi dicea:
Godi, ch’io veggio aperto il Paradiso.