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Fazio degli Uberti · Medieval

O povertà, come tu sei un manto

italiano

O povertà, come tu sei un manto

D’ira d’invidia e di cosa diversa!

Così sia tu dispersa,

E così sia colui che ciò non dice!

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Io dico sol per sodisfarmi alquanto

Di te, o sposa d’ogni cosa persa,

Per la quale è sommersa

D’onor al mondo ogni viva radice.

Tu privazion d’ogni stato felice,

10Tu fai la morte altrui sempre angosciosa

Bizzarra e disdegnosa;

Tu più che morte per ragione odiata

E nel voler d’ogni animo privata.

Con ragion più che morte sei fuggita,

15Sol perchè morte ogni uom tardo la spera;

Ma di te, cruda fera,

Mai non si vede cosa giusta e diva.

La morte può ben l’uom privar di vita

Ma non di fama e di virtude altera:

20Anco felice e vera

Riman perpetual nel mondo e viva.

Ma chi a tua foce sconsolata arriva,

Sia quanto vuol magnanimo e gentile,

Che pur tenuto è vile;

25E perciò chi nel tuo abisso cala

Non speri in alcun pregio spander l’ala.

E perciò ha terror mia mente ingombra,

Ch’io prenda alquanto studio al mio riparo:

Chè, s’io discerno chiaro,

30Per te al furto il leal si conduce,

Per te l’uom giusto a tirannia sè adombra,

Per te diventa il magnanimo avaro;

E d’ogni vizio amaro,

Secondo il mio parer, tu ne se’ duce.

35Adunque non s’acquista per te luce,

Anzi si vien nel tenebroso inferno;

E, come chiar discerno,

Infermità prigion morte e vecchiezza

Al tuo rispetto è luce di dolcezza.

40 E con ipocresìa benchè sian molti

Che appellan te con verace desìo,

Ed allegano Iddio

Come il tuo stato non gli parve grave;

Ma ben si sa per gli uomini non stolti

45Se è pover chi di tutto può dir mio;

Lo me ’ntendo ben io,

Che a quello il grande affanno par soave.

Di Dio fu tutto, e tutto ebbe, e tutto have:

Non dirà alcun che lui povero fu

50Nel tempo che qua giù

Per dar la gloria a noi visse visibile,

Perciocchè tutto aver gli era possibile.

Canzon, tu te ne andrai peregrinando;

E s’alcun trovi che contro ti dia,

55Che povertà non sia

Assai più fiera ed aspra ch’io non dico,

La tua risposta sia breve parlando;

E di’ che ’n lui si move ipocresìa.

E poi con voce pia

60Dirai che poco men son che mendico,

E non poss’esser di me stesso amico.

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Autor
Fazio degli Uberti
Título
O povertà, come tu sei un manto
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-o-poverta-come-tu-sei-un-manto--fazio-degli-uberti-610aa3
Cita recomendada
Fazio degli Uberti, «O povertà, come tu sei un manto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-o-poverta-come-tu-sei-un-manto--fazio-degli-uberti-610aa3.html

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