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Bernardo Tasso · Renacimiento

O pastori felici

italiano

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E ’nghirlandati il crine,

Di più felici rami gli arbuscelli

Nelle piaggie vicine

Fate innestando belli,

35Ond’inalzano al ciel vaghi capelli.

E talor maritate

Ai verd’olmi le viti tenerelle,

Ch’al suo collo appoggiate,

E, di foglie novelle

40Vestendosi, si fan frondose e belle.

Poi ch’alla notte l’ore

Ritoglie il giorno, dal securo ovile

La greggia aprite fuore,

E con soave stile

45Cantate il vago dilettoso Aprile.

E ’n qualche valle ombrosa

Ch’ai raggi ardenti di Febo s’asconde,

Là, dov’Eco dogliosa

Sovente alto risponde

50Al roco mormorar di lucid’onde,

Chiudete in sonni molli

Gli occhi gravati; spesso i bianchi tori

Mirate per li colli,

Spinti da’ loro amori,

55Cozzar insieme, e lieti ai vincitori

Coronate le corna;

Onde si veggion poi superbi e fieri

Alzar la fronte adorna,

E gir in vista alteri

60Come vittorïosi cavallieri.

Spesso, da poi che cinta

Di bionde spiche il crin, la state riede,

Coll’irta chioma avvinta

Di torta quercia, il piede

65Vago movendo, con sincera fede,

In ampio giro accolti,

La figlia di Saturno alto chiedete;

E con allegri volti

Grati (come dovete)

70L’altar del sangue a lei caro spargete.

Sovente per le rive

Colle vezzose pastorelle a paro

Sedete all’ombre estive;

E senza nullo amaro

75Sempre passate il dì felice e chiaro.

A voi l’autunno serba

Uve vestite di color di rose;

Pomi, la pianta acerba;

Mele, l’api ingegnose;

80Latte puro, le pecore lanose.

Voi, mentre oscuro velo

Il vostro chiaro ciel nasconde e serra,

Mentre la neve e ’l gelo

Alle piagge fa guerra,

85Lieti de’ frutti della ricca terra,

Or col foco, or col vino,

Sedendo a lunga mensa in compagnia,

Sprezzate ogni destino;

Nè amore o gelosia

90Dagli usati diletti unqua disvia.

Or tendete le reti

Alla gru pellegrina, alla cervetta;

Or percotete lieti

Con fromba o con saetta

95La fuggitiva damma e semplicetta.

Voi quïete tranquilla

Avete, e senza affanno alcun la vita;

Voi non noiosa squilla

Ad altrui danni invita,

100Ma, senza guerra mai, pace infinita.

Vita gioiosa e queta,

Quanto t’invidio così dolce stato!

Chè quel, che in te s’acqueta,

Non solo è fortunato,

105Ma veramente si può dir beato.

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Por su autor
Bernardo Tasso
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Expediente

Autor
Bernardo Tasso
Título
O pastori felici
Lengua
italiano
Época
Renacimiento
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-o-pastori-felici--bernardo-tasso-b899bb
Cita recomendada
Bernardo Tasso, «O pastori felici», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-o-pastori-felici--bernardo-tasso-b899bb.html

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