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Tirteo · Medieval

O magnanimi figli d'Alcide

italiano

O magnanimi figli d’Alcide,

Non vi sveglia la tromba di guerra?

Non vedete il vicino che ride

Del timore che il cor v’agghiacciò?

Mano al brando: sia nube che passa

La viltà che le fronti v’abbassa:

Mano al brando: su via — maledetto

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}8Chi di faccia al nemico tremò!

Siate forti, figliuoli di forti;

Ricordate de’ padri l’imprese:

No, che in mezzo alle stragi alle morti

Non apprese chi è greco a fuggir,

Molti contro d’un solo son volti;

Ma combatte quel sol contro i molti:

Pria che viver la vita del vile,

16Volle in campo da forte morir.

Voi sapete qual inno di lode

Accompagni gli estinti in battaglia;

Voi sapete del vile, del prode

L’ineguale fortuna qual è.

Voi la fuga dei vinti vedeste;

Voi sull’onta nemica rideste;

Voi, raggiunto il codardo fuggiasco,

24L’aggravaste di ceppi nel piè.

Fortunato chi primo sul campo

Corre i petti nemici a ferire!

Senza speme di libero scampo

Disse in core «O vittoria o morir»

Spesso evita la falce di morte

Chi la guata col riso del forte;

Ma l’incontran più spesso i codardi,

32Che davanti al nemico fuggîr...

E rovesciano al suolo siccome

Lievi canne troncate dal vento;

Nella polve e nel sangue le chiome

Aggruppate, ti spiran terror.

I fratelli, le spose gentili

Non lamentan la morte dei vili;

Ma la piaga che a tergo rosseggia

40Guatan muti senz’ira e dolor.

Generoso guerriero di rabbia

Arde in core, calpesta la terra,

E mordendo nell’ira le labbia

Corre in campo i perigli a sfidar.

Egli ascolta dei cari per via

Quella lode che gli uomini india:

Dice il padre mostrandolo al figlio:

48«Quegli è il Prode che devi imitar»

Su, garzoni, correte correte

Dove accesa più ferve la pugna;

Affrontate, ferite, uccidete

Fin che in petto vi dura il respir:

Ed in chiusa falange ristretti,

Tutti, i petti congiunti coi petti,

Piedi a piè, scudo a scudo, elmo ad elmo

56Più sicuri potrete ferir.

Dove il nembo di guerra è più scuro

Sotto l’ombra dei concavi scudi,

Dalla pioggia de’ sassi securo

Corra il velite in campo a pugnar

E coi dardi e coll’arco e la spada

Fra i nemici si sgombri la strada;

Nè paventi l’insidia da tergo,

64Chè i compagni il verranno a salvar.

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Expediente

Autor
Tirteo
Título
O magnanimi figli d'Alcide
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-o-magnanimi-figli-d-alcide--tirteo-75c461
Cita recomendada
Tirteo, «O magnanimi figli d'Alcide», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-o-magnanimi-figli-d-alcide--tirteo-75c461.html

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