O giorno di tristizia e pien di danno,
O ora e punto reo ch’io nato fui
E venni al mondo per dare ad altrui
Di pene essempio d’amore e d’affanno!
Se le pene che l’alme in lo ’nferno hanno.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5
Fossero un corpo il qual venisse pui
Nel mondo, già non si vedriano in lui
Cotante pene quante in me si stanno.
Tu solo, Amor, m’hai messo in tale stato,
E di me fatto hai fonte di martìri,10
Di malignanza e di tristizia loco;
E mi fai dimorar in ghiaccio e ’n foco,
E di pianto e d’angoscia e di sospiri
Pasci il mio cor dolente disperato.