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Torquato Tasso · Renacimiento

O figlie di Renata

italiano

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Ch’ornò il ciel di faville,

Voti vostri ben mille,

Passando ove sua luce appena arriva,

25Ardon nel primo cielo

Anzi il gran sol d’inestinguibil zelo.

A voi parlo, in cui fanno

Sì concorde armonia

Onestà, senno, onor, bellezza e gloria:

30A voi spiego ’l mio affanno,

E de la pena mia

Narro, e ’n parte piangendo, acerba istoria;

Ed in voi la memoria

Di voi, di me rinnovo;

35Vostri affetti cortesi,

Gli anni miei tra voi spesi,

Qual son, qual fui, che chiedo, ove mi trovo,

Chi mi guidò, chi chiuse,

Lasso! chi m’affidò, chi mi deluse.

40Queste cose, piangendo,

A voi rammento, o prole

D’eroi, di regi, glorïosa e grande;

E se nel mio lamento

Scarse son le parole,

45Lagrime larghe il mio dolor vi spande.

Cetre, trombe, ghirlande,

Misero! piango; e piagno

Studi, diporti ed agi,

Mense, logge e palagi

50Ov’or fui nobil servo ed or compagno;

Libertade e salute

E leggi, ohimè! d’umanità perdute.

Da’ nipoti d’Adamo,

Ohimè! chi mi divide?

55O qual Circe mi spinge infra le gregge?

Ohimè! chè in tronco o in ramo

Augel vien che s’annide,

E fèra in tana ancor con miglior legge:

Lor la natura regge,

60E pure e dolci e fresche

Lor porge l’acque il fonte,

E ’l prato e ’l colle e ’l monte

Non infette, salubri e facili esche,

E ’l ciel libero e l’aura

65Lor luce e spira, e lor scalda e ristaura.

Merto le pene; errai:

Errai, confesso; e pure

Rea fu la lingua, il cor si scusa e nega:

Chiedo pietade omai;

70E s’a le mie sventure

Non vi piegate voi, chi lor si piega?

Lasso! chi per me prega

Ne le fortune avverse

Se voi mi sête sorde?

75Deh! se voler discorde

In sì grand’uopo mio vi fa diverse,

In me fra voi l’esempio

Di Mezio si rinnova e ’l duro scempio.

Quell’armonia sì nova

80Di virtù che vi face

Sì belle, or bèi per me faccia concenti,

Sì ch’a pietà commova

Quel signor per cui spiace

Più la mia colpa a me, che i miei tormenti,

85Lasso! benchè cocenti:

Ond’a tanti e sì egregi

Titoli di sue glorie,

A tante sue vittorie,

A tanti suoi trofei, tanti suoi fregi,

90Questo s’aggiunga ancora:

Perdóno a chi l’offese ed or l’adora.

Canzon, virtute è là dov’i’ t’invio:

Meco non è fortuna;

Se fè non hai, non hai tu scorta alcuna.

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Autor
Torquato Tasso
Título
O figlie di Renata
Lengua
italiano
Época
Renacimiento
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-o-figlie-di-renata--torquato-tasso-2e4830
Cita recomendada
Torquato Tasso, «O figlie di Renata», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-o-figlie-di-renata--torquato-tasso-2e4830.html

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