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PoetósferaLa BibliotecaAntonio Ottoboni

Antonio Ottoboni · Ilustración

O della Croce offesa

italiano

O Della Croce offesa

Adria vendicatrice, a te dal Cielo

scenda l’alto poter sull’onde e i venti i

Armisi in tua difesa

La destra onnipotente, onde il tuo zelo

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Del protetto Israel provi i portenti:

Con prodigi evidenti

Vincasi il Trace, e nell’ingiusta guerra

Non trovi porto in Mar, nè asilo in Terra.

Fuor dell’Erebo insano

10Balzan le Furie, già sconvolte e nere

Tuonar s’odon le nubi, e fremere l’onde:

Cuoprono il monte, e il piano

L’Odrisie belve, e insanguinate e fiere

Calcan furenti le Messenie sponde:

15Trema, fugge, s’asconde

Il Greco intimorito, e al fulminante

Bronzo veggiam cader, le Rocche infrante.

Dalle Torri e da’ Tempj

Già si schiantan le Croci, e le superbe

20Corna ardisce spiegar la Tracia Luna;

Già rinnovan quegli Empj

L’iniquo culto, e già le messi e l’erbe,

Per le Turche falangi il campo aduna

Già la cieca Fortuna

25Al crudo assalitor tutto concede,

Anzi assicura al rio ladron le prede.

Trema il Dalmata invaso;

Ma pur resiste, e il disugual cimento

Con intrepido cuor sostiene ancora.,

30Deh chi nel fatal caso,

Principi, lo soccorre! Il sol portento

D’Adria il valore incoraggì sin’ora;

Ma dell’infida Aurora

Troppo la possa è violenta e vasta;

35un Leon con più Tigri invan contrasta,

Deh rivolgete a i vostri

Poggi deliziosi, e alle feconde

Glebe d’Italia Eroi sublimi il ciglio,

Dunque de’ liquor nostri

40Ebbro vedremo il Trace, e sulle bionde

Spiche stender dovrà l’avaro artiglio?

Dunque a strano periglio

Esposte lasce ren Figlie e Consorti?

Interesse, ed Onortaci e sopporti?

45Ecco il suo Giove estinto

Pianger la Senna, e il successore Infante,

Benchè Monarca, è ad ubbidir costretto.

Il glorioso instinto

Del grand’Avo egli avrà; di Cristo avante

50Terra la Croce, e la sua Fede in petto;

Ma sul torbido aspetto

Di Cintia pria ch’ei volga e mente e guardo,

Sarà il soccorso inefficace, o tardo

Par ch’all’Istro prometta

55La sospirata prole il Ciel secondo,

E consola ogni cor l’alta speranza;

Ma a frenar l’empia Setta

Carlo ancor uon s’accinge: e pure il Mondo

Solo a sperar nel suo poter s’avanza

60Che l’Austriaca possanza,

Cui fa madre la Fede, e padre il Zelo,

Decretò il Ciel, che sia scudo al Vangelo.

Ah la Nave di Piero

Naufragante vacilla, e Tisi incerto

65Per qual parte si volga il Pino arrischia.

Benche cauto il Nocchiero,

Più la stella non vede; è il Ciel coperto

Da nera nube, e il vento incalza, e fischia;

La grandine si mischia

70Colla pioggia sanguigna, e quasi assorto

Veder non sa come salvarsi in porto.

So, che d’idee confuse

Le carte aspergo, e già conosco il tetro

Vapor, che ascende, ed il pensier m’ingombra.

75Da Febo, e dalle Muse

Non ho più il lume, e timido m’arretro

Non degli allor, ma de’ cipressi all’ombra.

A chi mi tempra, o sgombra

Questa smania mortall Deh torna in vita,

80O Santissimo Pio; prestaci aita.

Tu pugnasti sedendo

Colle preci e coll’oro, ed il paterno

Zelo seguiro ubbidienti i Figli;

Si percosse il tremendo

85Tifeo dell’Asia, e ne fremè l’Inferno,

Ch’i flutti del Egèo vide vermigli.

Or non v’è chi s’appigli

All’esempio famoso. Ecco il cimento:

Due braccia abbiamo noi, Briareo n’ha cento.

90Oh qual tragica scena

S’apre a nostr’occhi, e di qual pianto asperso

N’andrai per gli ozj tuoi Marte avvilito

La pesante catena,

l’ingiuste leggi, il giudice perverso,

95Il tributo servil, l’iniquo rito,

L’oro, l’onor rapito

S’aspetti pur chi di pugmar ricusa.

L’Adria il Ciel salverà... Ma taci, o Musa.

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Autor
Antonio Ottoboni
Título
O della Croce offesa
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-o-della-croce-offesa--antonio-ottoboni-4f3256
Cita recomendada
Antonio Ottoboni, «O della Croce offesa», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-o-della-croce-offesa--antonio-ottoboni-4f3256.html

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