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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Nova primavera

italiano

Nel gran sereno passan leggiere

nuvole, lente nuvole pensose,

come assorte in lontani

ricordi, di lontane primavere.

Giù sulla terra sbocciano le rose,

ma come stanche; pensano i sovrani

fiori, d’un’altra remota stagione...

I bianchi fior che il giovanetto Adone

tinse di sangue, e le fanciulle greche

ridenti al sole givano cogliendo

su Ciprigna a profonder le corone.

O bellissime vergini! le bieche

parche, al mirarvi, trattenean l’orrendo

ferro, pronto a recidere lo stame,

e d’Afrodite pel vasto reame

correva un ineffabile clamore

fatto di risa, fatto di canzoni,

voci improvvise d’improvvise brame,

flutti di quell’oceano d’amore,

e fra i roseti andavano i garzoni

voi rintracciando, e il sol benedicea.

Fumavan l’are sacre a Citerea,

e su quel mar di vergini e di rose

fissava immota i grandi occhi pagani

bianca tra i fior l’effigie della Dea.

Più non fumano adesso le corrose

are, e polvere son le bianche mani

ch’arder facean la vita ed il piacere...

Tornano chiare e tepide le sere,

torna l’Aprile, tornano le rose

ed a sognar ritornano gli umani,

ma nel sereno passano leggiere

nuvole, lente nuvole pensose,

come assorte in lontani

ricordi di lontane primavere.

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La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Nova primavera
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-nova-primavera--vittoria-aganoor-df5149
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Nova primavera», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-nova-primavera--vittoria-aganoor-df5149.html

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