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PoetósferaLa BibliotecaFranco Sacchetti

Franco Sacchetti · Medieval

Non mi posso tener più ch'io non dica

italiano

Non mi posso tener più ch’io non dica,

O pontefice al mondo quinto Urbano

Et o re di Buem Carlo monarca,

Considerando quanto fu amica

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Vostra assembranza a ciascheduno umano

Quando là foste ove ’l Rodano varca.

Cantava Roma il Ducato e la Marca

Romagna e l’altra Italia in questo tempo:

Da po’ che ’l spirto e ’l tempo

10Vidon d’accordo, ognun dicea — Rifatto

Sarà ciascun latino e messo in pace,

Ogni lupo rapace

Sarà da questi due tosto disfatto;

Poi oltremar terranno il cammin dritto

15A conquistar le terre dell’Egitto. —

Dogliosi stavan ciaschedun tiranni,

Popoli e Comun facean gran festa,

Stava il buon forte, e ’l reo forte tremava:

Altri scacciati fuori co’ lor danni

20Delle lor terre eran diverse gesta,

Ch’alle paterne mura ognun sperava:

La mercanzïa tutta n’esaltava:

E que’ che ciò non avesse creduto

Ben era sordo e muto,

25Veggendo far di due maggiori un segno:

Porti, sentieri, vie e strade aperte

Credevan esser certe.

Se non che par che un proverbio degno

V’abbia assaliti con sì fatto suono,

30Che consiglio di due non fu mai buono.

Però che contro al creder d’ogni parte

Adoperate nel principio vostro,

Il qual dispiace quanto prima piacque.

Seguendo andate l’opere di Marte;

35Nè terra nè castel nè alcun dicastro

Può star sicur se non ha intorno l’acque.

Veniste là onde tal mossa nacque,

Per disfar di Liguria la gran sterpe:

Ma come fiera serpe

40Gittò veleno et annodò la coda.

E perchè niun di voi era ciurmato,

Partiste da mercato:

Et or cercate pecorelle a proda,

Vogliendo far ciascun paese nudo

45Che contro a voi non abbia lancia o scudo.

A te che tien l’apostolico ammanto,

Dell’alto re de’ re vicario in terra,

Voglio parlare in questa parte solo;

Però che tutto fuor di modo santo

50È fuggir dalla pace e voler guerra,

E ’ncontro a quelli del celeste polo.

Se io nelle mie rime corro o volo,

Ragion mi muove; perchè niun maggiore

Dè’ esser del Signore.

55Dunque, se sedia tien’ pel re superno,

Lèggi quel ch’esso a ciaschedun comanda;

Non seguir altra banda:

E’ fu ed è e sempre fia eterno,

Dicendo e maestrando — Pace a voi. —

60E tu in sua vece mal la mostri a noi.

Rivolto è ’l mondo da quel tempo antico

Che molti di tuo par fuggìan tesoro

Perchè disiavan la vita divina.

Se questo è ver, ragguarda ciò ch’io dico;

65E comìnciati a Pietro, e segui il coro

Ch’e’ trentatrè seguenti a lui declina,

Facendo sempre in lor la mente fina;

Nell’opre di ben far fieri ciascuno,

E poi ad uno ad uno

70Di martìro alla morte ebber corona;

E tra costor si fu Urbano il primo.

Ma, s’io il vero stimo,

Che fama del secondo Urban risuona,

Del gran concilio suo che sì fervente

75Mosse al passaggio tutto l’occidente!

E mosse allora questi Arrigo terzo:

E non dugento ma dugento mille

Fu cotal turba a passar oltre mare.

Tal oste agl’infedel non parve scherzo:

80Tripoli ed Antïoccia e le lor ville

Acri e Jerusalem feron tornare

Sotto i cristiani. Et or ti vo’ contare

Del terzo Urbano; il cui tempo oggi parme,

Usar veggendo l’arme

85Con le qual Federigo allora corse

Quando Toscana in molte parti prese:

E mentre in queste offese

Si discendea, vera novella porse

Siccome il Saladin con gente molta

90La Terra Santa avea per forza tolta.

Quella stagion mi par, che fu allora;

Salvo che perder tu non puoi quel loco,

Perchè non l’hai, il qual perdè costui:

Ma ben potresti racquistarlo ogn’ora.

95E qui di differenza è molto poco,

Perchè ti staï come stette lui:

E tua e nostra è, e non d’altrui,

La vergogna e la beffa et anche il danno.

I tuo’ pensier non vanno

100Al quarto Urbano, quando in fuga volse

Lo Saracino stuol ch’avea Manfredi.

Ma tu se’ il quinto; e vedi

Un picciol re che Alessandria tolse

Pel mondo andar e domandarti aiuto

105Per far passaggio, ed or non l’hai voluto.

A te che tieni il nome sempre augusto

Dirò quant’hai i tuo’ pensier diversi

Dalla speranza che ciascun disìa.

Conquider i tiranni, com’è giusto,

110Dovevi, ed i Comun tutti universi

Metter in pace nella dritta via.

Tutto per e converso par che sia:

Tu lasci il lupo, e vai drieto all’agnello.

Pianga chi fu sì fello

115Che per promesse tue aprì sue porte;

Carta nè scritta non gli valse teco:

Così ’l Sanese cieco

Da Malatesta cominciò sua morte.

Fatt’hai usciti, e nessun hai rimesso,

120Fuor d’ogni modo imperïal concesso.

Pace co’ Turchi e guerra co’ Cristiani

Pigliando prede, ogni sentier fu rotto,

Togliendo a cui tu puo’ sua libertate.

Se tu vuo’ fama, va’ contro a’ pagani:

125Ma forse temi non vi sia Nembrotto,

Udendo le sue cose smisurate.

Il nome tuo dovrìa molte fïate

Farti pensar qual fu il buon Carlo Magno:

Tu non te ne dài lagno

130D’avere il soprannome il quale ebb’egli.

Carlo secondo Calvo poco visse,

Ma al ben far si misse:

E Carlo Grosso terzo gli aspri e felli

Infedeli Normanni tanto vinse,

135Che alla fede tosto gli ripinse.

O quarto da costor, qual è che veggia

Da te virtù e ben in tra’ viventi?

Perchè avarizia in te si mostra e serba?

Credi tu che alcun scriva od alcun leggia,

140Et ora e sempre fia chi ti rammenti?

Come farai, così diran le verba.

E già mi par udir con voce acerba

Di Trievi di Maganza e di Cologna

Di Buem di Sansogna

145Di Brandiborgo et ancor di Baviera

Biastemar i signor, da poi ch’eletto

Tu fosti per lor detto:

La paglia il ferro e l’oro e tua maniera

Maladir sento, e dire ad ogni passo

150— Di quel possi tu ber che bevve Crasso. —

Canzon, vattene a Roma

Là dove Urbano troverai e Carlo:

Di’ a ciascun il ver com’io ti parlo.

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Autor
Franco Sacchetti
Título
Non mi posso tener più ch'io non dica
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-non-mi-posso-tener-piu-ch-io-non-dica--franco-sacchetti-3bb66b
Cita recomendada
Franco Sacchetti, «Non mi posso tener più ch'io non dica», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-non-mi-posso-tener-piu-ch-io-non-dica--franco-sacchetti-3bb66b.html

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