Non m’importa e non mi curo,
Che dall’aere mi difenda
Spessa paglia o grosso muro,
Largo tetto o breve tenda:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Pensier lieto e cuor sicuro
Che non tema e non pretenda,
Son ricchezze che per Mare
Non si sanno trasportare.
Giova più bever d’un rio
10La bell’onda cristallina
Che il liquore nato in Chio,
Od in Tosca alma collina;
Ma bevendo dir: son mio,
Nè in servaggio il cuor tapina:
15Sia pur vaga e luminosa,
Servitù sempre è penosa.
Bella cosa aver coraggio
Di pugnar colla Fortuna,
Di ferirla e farle oltraggio,
20E per quella, ch’impruna,
Aspra via mover viaggio
Nell’orror di notte bruna:
Uom, che impero ha su Costei,
Cresce il numero, agli Dei,
25Tutto avvolto in mia virtute
Suo poter m’invita al riso
Che per molte sue ferute
Rimaner non posso ucciso:
Stà in periglio mia salute,
30Se in dolce aria è il suo bel viso;
Non già quando ella m’affronta,
E m’arreca oltraggio ed onta.
Ma non pensi esser beato
L’uom, signor di questa Dea,
35Se non porta incatenato
Il figliuol di Citerea;
Suo dominio è troppo ingrato,
Sua ritorta è troppo rea:
Egli è cieco ed ha in costume
40D’oscurarci il miglior lume.