Nisa, è pur ver che tu ne l’alma impressi
hai di veglio Titon gli essangui ardori,
e di braccia cadenti ai freddi amplessi
offri del tuo bel seno i caldi avori?
Meraviglia è d’amor veder connessi
crespo crin, crespa gota, ostri e livori,
e con le man di latte insieme espressi
fra le rughe senil scherzar gli Amori.
Ah, sian lunge i tuoi fior da quel confine!
entro que’ solchi de le guance annose
il tempo sol dee seminar le spine;
ch’ei de le guance tue molli, amorose,
fará col gielo del suo freddo crine
pallidi i gigli e livide le rose.