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PoetósferaLa BibliotecaAngelo Maria Ricci

Angelo Maria Ricci · Romanticismo

Morte di Ceice e Alcione

italiano

Vedi que’ bianchi augelli

Giammai divisi al vol?

Sposi già furon quelli

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Che non divise il duol.

Odi dal mare, o Bice,

La tenera Alcion?

Chiama lo sposo e dice:

8Sempre a te fida io son.

Le mal sicure vele

Sciolse Ceice un dì,

Ed Alcion fedele

12Lui col sospir seguì.

In sulla smorta faccia

Freddo il sospir tornò,

E la feral minaccia

16Del mar v’effigiò.

Ahi che su quella sponda

Lo sposo estinto un dì

Vide... lanciossi... e l’onda

20In morte ancor gli unì!

Ma poichè l’onde avare

Son sempre, e il mar crudel,

Giove gli tolse al mare

24E gli commise al ciel.

Bice, dal flutto infido

S’io non ritorno a te,

Non t’accostare al lido,

28Nè chiedermi perchè.

Nè al mio destino avvinta,

Nè sotto un altro vel,

Meco ti bramo estinta,

32O il mar nè accolga o il ciel.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Angelo Maria Ricci
Título
Morte di Ceice e Alcione
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-morte-di-ceice-e-alcione--angelo-maria-ricci-27399c
Cita recomendada
Angelo Maria Ricci, «Morte di Ceice e Alcione», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-morte-di-ceice-e-alcione--angelo-maria-ricci-27399c.html

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