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Bernardo Morando · Barroco

Luminosa stendea l'aurora in cielo

italiano

Luminosa stendea l’aurora in cielo

de’ primi raggi il suo vermiglio ammanto;

altra aurora spargea piú chiari intanto

ne’ monti di Giudea raggi di zelo.

Quella d’un breve fuggitivo sole

al mondo promettea povera luce;

questa del sole onde quel Sol riluce

chiudea nel sen meravigliosa prole.

Che non può santo zelo? Ecco vagante

quella ch’a noi del ciel le strade addita,

peregrina d’amor per via romita,

ver’ la cognata umíl move le piante.

Gran merto, e che non può? Gli angeli a schiere

ecco, per addolcire a la gran diva

de l’alpestre camin la noia estiva,

scendon qua giú da le celesti sfere.

Sospende altri di lor serico tetto

sul regio capo a riparar gli ardori;

altri d’Arabia i piú pregiati odori

versa d’intorno al virginal cospetto;

altri onor trïonfale in piú d’un arco

inalza, ove la dea sue glorie scorge;

evvi intanto chi umíle il braccio porge

del divin braccio a l’onorato incarco;

parte di passo in passo, a coro a coro,

temprando a vario suon musiche note,

rinovan lá de le celesti rote

il concento dolcissimo canoro;

molti di rose non caduche e frali,

ch’ebber stelle per stelo e rai per spine,

vanno intrecciando al sacrosano crine

ghirlande incorrottibili, immortali;

parte col ventilar di leggier volo

le spira intorno zeffiri celesti;

parte, ov’avvien ch’il sacro piè calpesti,

di rari fior va lastricando il suolo.

Il suolo istesso, ov’ella i passi move,

si fa di fiori in mille guise adorno;

l’aura che spira, a lei sospira intorno;

il ciel nembo di grazie in sen le piove.

S’alza ogni basso fior, quasi che brami

de la veste real baciare il lembo,

e per fioccarle i dolci frutti in grembo

ogni pianta sublime inchina i rami.

Che dico? anco ogni sfera in ciel s’atterra

a riverire, ad adorar tal nume;

e per farsi piú chiaro a sí gran lume

il ciel desia di tragittarsi in terra.

Che meraviglia è ciò, s’ebbe desio

di farsi il sommo Verbo anch’ei terreno?

Ma un ciel pur anco è quel vergineo seno,

ché quivi è il ciel dove sua stanza ha Dio.

Vanne, animato ciel, vanne felice,

ché la felicitá teco s’annida:

Dio ti sia scorta, anzi tu a Dio sii guida,

poiché Dio stesso oggi portar ti lice.

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Autor
Bernardo Morando
Título
Luminosa stendea l'aurora in cielo
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-luminosa-stendea-l-aurora-in-cielo--bernardo-morando-aa9efa
Cita recomendada
Bernardo Morando, «Luminosa stendea l'aurora in cielo», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-luminosa-stendea-l-aurora-in-cielo--bernardo-morando-aa9efa.html

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