O dell'Etere padre, unico immenso
Poter che tutto crei, tutto governi,
E, in elettrici flutti il raro e il denso
Vorticoso mutando, il tutto eterni;
Se inanellata in vincoli fraterni
Ai soli, ai mondi esser mia vita io penso,
Della terra e del ciel comprendo il senso,
La forza, i moti, i volgimenti alterni.
Ma se da te, dagli altri esseri scisso
Il mio stato io mi fingo, e la distesa
Del ciel contemplo e il cieco uman soggiorno,
Nell'infinito baratro sospesa
L'anima si spaura, e non che intorno,
Spalancar dentro a sè vede l'abisso.
Tu pater es rerum inventor: tu patria nobis
Suppeditas praecepta: tuisque ex inclyte chartis,
Floriferis ut apes in saltibus omnia libant:
Omnia nos itidem depascimur aurea dicta:
Aurea, perpetua semper dignissima vita.