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Fazio degli Uberti · Medieval

Le sette allegrezze di Maria

italiano

O sola eletta e più d’ogni altra degna

D’esser chiamata madre di colui

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}3Che solo eternalmente vive e regna;

Non disvoler che il tuo devoto, a cui

Sempre hai concessa tua misericordia,

6Parli di te che preghi ogn’or per nui.

Tu sola mitigasti la discordia

Che fu tra Dio e l’uomo, e tu cagione

9Sei d’ogni bene che quaggiù si esordia.

Per te si aperse la scura prigione

Di quell’abisso che mai non si sazia

12Di nostra umana generazïone.

Ricordati quando piena di grazia

Fosti chiamata da quel degno messo

15Che col suo creatore in ciel si spazia,

E come con tremor turbata adesso

Tu rispondesti all’angelico canto

18— Come potrebbe seguir questo eccesso? —

Ma poi udendo che ’l Spirito Santo

Sopravverebbe in te e come Dio

21Della tua carne vestirebbe il manto,

Allora con divoto aspetto e pio

Dicesti — Ecco l’ancella del Signore,

24Sia fatto ciò che vuole il padre mio; —

E come adesso quel sommo fattore

Fe nel tuo ventre discender suo figlio

27Che poi fu morto per lo nostro amore.

Poi ti ricorda che senza ogni impiglio

Tu lo portasti e poi lo partoristi

30Senza dolore e senza alcun periglio;

E la virginità che tu avisti

Nel nascer tuo così monda ed intera

33Rimase dopo il parto che tu fisti.

E come il sole in sua lucida spera

Il vetro non corrompe e per lui passa,

36E sua chiarezza riman pura e mera;

Così la tua verginità, che passa

Ogni purità ogni mondezza,

39Col corso natural non si compassa.

Ricordati della terza allegrezza

Che tu avesti, quando i magi santi

42Venner ad onorar tua poverezza

Con tanta riverenza nei sembianti

Ed un’offerta tanto grazïosa,

45Che gli angiol d’allegrezza ne fêr canti.

Ti ricorda, quando eri dolorosa

Più che ogni madre, vedendo esser morto

48Colui che amavi sopra ogni altra cosa,

Risuscitar vedesti il tuo conforto

Sì glorïosamente e con vittoria

51Che fe il poter del nemico più corto.

Ancora ti ricorda che alla gloria

Del ciel salì con lo primo parente

54Scrivendo lui e gli altri in sua memoria.

Poi ti ricorda come ei fe ardente

Col Spirto Santo la turba apostolica

57A sofferir per noi morte innocente;

Che volendo amplïar la fè cattolica

Non temêr mai affanno nè martìro

60Per annullar la fede dïabolica.

Poi ti ricorda che dall’ampio giro

Dell’empireo ciel per te discese

63Volendoti partir del mondo diro.

Deh pensa, madre, s’ei ti fu cortese,

Ch’altri mandar non volse già, ma venne

66Per onorar la carne che in te prese.

Allora mosser le sacrate penne

Tutte le gerarchie angelicale,

69Per farti onore quanto si convenne.

Con lui venne il trionfo profetale

E’ patriarchi e tutta la milizia

72Dell’alto concistor celestïale.

Poi si raccolse la lieta primizia

De’ tuoi figliuoli apostoli, che spanta

75Era per convertir nostra letizia.

E il corpo tuo con quell’anima santa

Portato fu in ciel dal tuo diletto

78Con melodìa che per uom non si canta:

E poi t’incoronò con uno aspetto

Paterno e filïal, dicendo — Tota

81Es pulchra, amica mea, senza difetto; —

Scrivendo tutti i santi a simil nota.

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Autor
Fazio degli Uberti
Título
Le sette allegrezze di Maria
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-le-sette-allegrezze-di-maria--fazio-degli-uberti-0bddce
Cita recomendada
Fazio degli Uberti, «Le sette allegrezze di Maria», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-le-sette-allegrezze-di-maria--fazio-degli-uberti-0bddce.html

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