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PoetósferaLa BibliotecaAnton Giulio Brignole Sale

Anton Giulio Brignole Sale · Barroco

La cortigiana frustata (Brignole Sale)

italiano

La man che ne le dita ha le quadrella

con duro laccio al molle tergo è avvolta.

L’onta a celar ch’è ne le guance accolta,

spande il confuso crin ricca procella.

Sul dorso, ove la sferza empia flagella,

grandine di rubini appar disciolta;

giá dal livor la candidezza è tolta,

ma men candida ancor non è men bella.

Su quel tergo il mio cor spiega le piume

e, per pietá di lui giá tutto essangue,

ricever le ferite in sé presume.

In quelle piaghe agonizzando ei langue;

ma nel languir non è il primier costume

che il sangue corra al cor: ei corre al sangue.

Troppo tenero cor, perché, commosso

di questa cruda a la vermiglia vista,

mandi avvolta in «oimè!» l’anima trista,

a insanguinarsi in quel purpureo dosso?

Che sovra lei brutto flagel sia mosso,

piú dèi goder quanto ella piú s’attrista:

nostro sperar quindi vigore acquista,

è nel suo tergo il suo rigor percosso.

Ché se finor con l’amorosa fronte

negò dare al languir dolce soccorso,

anzi le piante ebbe al fuggir sí pronte,

or freneralla di vergogna il morso;

poiché per non mostrar le livid’onte

non oserá volgere in fuga il dorso.

Per qual sua colpa essaminata e vinta

costei, che al bel candor sembra innocente,

sotto le scosse di flagel pungente

il molle dorso a insanguinare è spinta?

Se del mio cor furato appar convinta,

si castighi il suo crin, ch’egli è nocente;

se di mia vita ancisa, il ciglio ardente

paghine il fio: fu da’ suoi dardi estinta.

Ah, non è questo il fallo! Ella è punita

perché allor che io le apersi il mio martire

voltommi il tergo e fe’ da me partita.

E ’l tergo ha duol. Donne, or da voi si mire,

che non ver’ voi giusto rigor s’irríta

pel furare o ’l ferir, ma pel fuggire.

Verso i giardin di Cipro a voi sciogliete,

vezzosetti Amorini, ali odorose;

dolci vïole, morbidette rose

con la tenera man quivi cogliete.

Tra mille e mille quelle sol scegliete

che nelle foglie appariran pietose;

segno ne fia se molli e rugiadose

per lagrime d’amanti le vedrete.

Quindi un flagel ne fate, onde ferita

de l’anime la bella feritrice,

lacerata non sia, ma rabbellita.

Ah, se tardate piú, quest’infelice

avrá i colpi da sferza incrudelita!

E sapete chi sia: v’è genitrice.

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Autor
Anton Giulio Brignole Sale
Título
La cortigiana frustata (Brignole Sale)
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-la-cortigiana-frustata-brignole-sale--anton-giulio-brignole-sale-b2be92
Cita recomendada
Anton Giulio Brignole Sale, «La cortigiana frustata (Brignole Sale)», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-la-cortigiana-frustata-brignole-sale--anton-giulio-brignole-sale-b2be92.html

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