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Cino da Pistoia · Medieval

L'uom che conosce è degno c'haggia ardire

italiano

L’uom che conosce è degno c’haggia ardire

E che s’arrischi; quando s’assicura

Vêr quello, onde paura

Può per natura o per altro avvenire.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Così ritorno i’ ora; e voglio dire

Che non fu per ardir, s’io puosi cura

A questa crïatura,

Ch’io vidi in quel che mi venne a ferire;

Perchè mai non avea veduto Amore

10Cui non conosce ’l core se nol sente:

Che par proprïamente una salute

Per la vertute della qual si cria;

Poscia a ferire va via com’un dardo

Ratto che si congiunge al dolce sguardo.

15Quando gli occhi rimiran la beltate

E trovando piacer destan la mente,

L’anima e il cor si sente,

E miran dentro la proprïetate.

Stando a veder senz’altra volontate:

20Se lo sguardo s’aggiunge, immantenente

Passa nel cor ardente

Amor, che pare uscir di claritate.

Così fu’ io ferito risguardando;

Poi mi volsi, tremando ne’ sospiri;

25Nè fia più ch’io rimiri a lui già mai

Ancor ch’omai io non possa campare:

Che se il vo’ pur pensare, io tremo tutto;

E ’n tal guisa conosco il cor distrutto.

Poi mostro che la mia non fu arditanza,

30Per ch’io rischiassi il cor nella veduta.

Posso dir ch’è venuta

Negli occhi miei drittamente pietanza;

E sparto ha per lo viso una sembianza

Che vien dal core, ov’è sì combattuta

35La vita, ch’è perduta.

Perchè ’l soccorso suo non ha possanza.

Questa pietà vien come vuol natura,

Poi dimostra ’n figura lo cor tristo

Per farmi acquisto solo di mercede;

La qual si chiede, come si conviene,40

Là ’ve forza non viene di signore

Che ragion tegna di colui che more.

Canzone, udir si può la tua ragione

Ma non intender sì che sia approvata

Se non da innamorata45

E gentil alma dove Amor si pone:

E però tu sai ben con quai persone

Dèi gire a star per esser onorata:

E quando sei guardata,

Non sbigottir nella tua opinione,50

Che ragion t’assicura e cortesìa.

Dunque mettiti in via chiara e palese;

Di ciaschedun cortese, umil servente,

Liberamente, come vuoi, t’appella;

E di’ che sei novella d’un che vide55

Quello signor che chi lo sguarda uccide.

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Autor
Cino da Pistoia
Título
L'uom che conosce è degno c'haggia ardire
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-l-uom-che-conosce-e-degno-c-haggia-ardire--cino-da-pistoia-ea76ad
Cita recomendada
Cino da Pistoia, «L'uom che conosce è degno c'haggia ardire», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-l-uom-che-conosce-e-degno-c-haggia-ardire--cino-da-pistoia-ea76ad.html

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