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Cino da Pistoia · Medieval

L'alta speranza, che mi reca Amore

italiano

L’alta speranza, che mi reca Amore,

D’una donna gentil ch’i’ ho veduta,

L’anima mia dolcemente saluta

E falla rallegrar dentro allo core:

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Per che si face, a quel ch’ell’era, strana,

E conta novitate,

Come venisse di parte lontana;

Che quella donna piena d’umiltate

Giugne cortese e piana,

10E posa nelle braccia di pietate.

E son tali e’ sospir d’esta novella,

Ch’io mi sto solo perchè altri non gli oda;

E ’ntendo Amor, come madonna loda

Che mi fa viver sotto la sua stella.

Dice ’l dolce signor — Questa salute15

Voglio chiamar laudando

Per ogni nome di gentil vertute;

Che propriamente tutte ella adornando,

Son in essa cresciute,

Ch’a buona invidia si vanno adastando.20

Non può dir nè saver quel ch’assimiglia

Se non chi sta nel ciel, ch’è di lassuso:

Per ch’esser non ne può già cor astioso;

Chè non dà invidia quel ch’è meraviglia,

Lo quale vizio regna ove è paraggio.25

Ma questa è senza pare;

E non so essempio dar, tanto ella è maggio:

La grazia sua a chi la può mirare

Discende nel coraggio,

E non vi lassa alcun difetto stare.30

Tant’è la sua vertute e la valenza,

Ched ella fa meravigliar lo sole;

E, per gradire a Dio in ciò ch’ei vôle,

A lei s’inchina e falle riverenza.

Adunque, se la cosa conoscente35

L’ingrandisce et onora,

Quanto la de’ più onorar la gente?

Tutto ciò ch’è gentil se n’innamora:

L’aer ne sta gaudente,

E ’l ciel piove dolcezza u’ la dimora. — 40

Io sto com’uom che ascolta e pur disìa

D’udir di lei, sospirando sovente;

Però ch’io mi riguardo entro la mente,

E trovo pur ch’ell’è la donna mia:

Onde m’allegra Amor e fammi umìle45

Dell’onor ch’ei mi face;

Ch’io son di quella ch’è tutta gentile,

E le parole sue son vita e pace;

Ch’è sì saggia e sottile.

Che d’ogni cosa tragge lo verace.50

Sta nella mente mia, com’io la vidi,

Di dolce vista et umile sembianza:

Onde ne tragge Amor una speranza,

Di che ’l cor pasce e vuol che ’n ciò si fidi.

In questa speme è tutto ’l mio diletto;55

Ch’è sì nobile cosa,

Che solo per veder tutto ’l suo effetto

Questa speranza palese esser osa;

Ch’altro già non affetto

Che veder lei che di mia vita è posa.60

Tu mi pari, canzon, sì bella e nova,

Che di chiamarti mia non haggio ardire:

Di’ che ti fece Amor, se vuoi ben dire.

Dentro al mio cor che sua valenza prova,

E vuol che solo allo suo nome vadi,65

A color che son sui

Perfettamente, ancor ched ei sian radi,

Dirai — Io vegno a dimorar con vui,

E prego che vi aggradi

Per quel signor da cui mandata fui. — 70

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Autor
Cino da Pistoia
Título
L'alta speranza, che mi reca Amore
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-l-alta-speranza-che-mi-reca-amore--cino-da-pistoia-3fd891
Cita recomendada
Cino da Pistoia, «L'alta speranza, che mi reca Amore», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-l-alta-speranza-che-mi-reca-amore--cino-da-pistoia-3fd891.html

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