Io nol vedrò, poichè il cangiato aspetto
E la vita, che sento venir meno,
Mi diparte dal dolce aer sereno,
Nè mi riserba al sanguinoso obbietto.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma tu, Donna, vedrai questo diletto
Figlio, che stringi vezzeggiando al seno,
D’onte di strazi e d’amarezza pieno
Spietatamente lacerato il petto.
Che fia allor, che fia, quando tal frutto
10Corrai dall’arbor sospirata? Oh quanto
Si prepara per te dolore e lutto!
Così largo versando amaro pianto
Il buon vecchio dicea: con ciglio asciutto
Maria si stava ad ascoltarlo intanto.