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Carlo Maria Maggi · Barroco

Io grido, e griderò, finchè mi senta

italiano

Io grido, e griderò, finchè mi senta

L’Adria, il Tebro, il Tirren, l’Arno, ’l Tesino,

E chi primo udirà, scuota il Vicino,

Ch’è periglio comun quel, che si tenta.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Non val, che Italia a’ piedi altrui si penta,

E obbliando il valor, pianga il destino;

Troppo innamora il bel terren Latino,

E in desìo di regnar pietate è spenta.

Invan con occhi molli, e guance smorte

10Chiede perdon; che il suo nimico audace

Non vuole il suo dolor, ma la sua morte.

Piaccia il soffrire a chi ’l pugnar non piace:

È stolto orgoglio in così debil sorte

Non voler guerra, e non soffrir la pace.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Carlo Maria Maggi
Título
Io grido, e griderò, finchè mi senta
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-grido-e-gridero-finche-mi-senta--carlo-maria-maggi-2a5cd5
Cita recomendada
Carlo Maria Maggi, «Io grido, e griderò, finchè mi senta», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-grido-e-gridero-finche-mi-senta--carlo-maria-maggi-2a5cd5.html

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