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Biagio Cusano · Barroco

Io, che giudice altrui qui siedo in trono

italiano

Io, che giudice altrui qui siedo in trono,

son fatto reo di deitá terrena;

io, ch’a le colpe altrui parto la pena,

a chi pena mi dá, lasso, perdono.

Quell’io, ne la cui man che punge e frena,

e l’altrui vite e l’altrui morti sono,

a l’empia feritá di tigre armena

de l’egra vita mia l’imperio dono.

Altri al mio spesso riverito sguardo

timido agghiaccia; ed io, se miro mai

un bel volto avvampar, l’adoro e n’ardo.

Giudice, invero, avventurato assai,

se, qual giudice Ideo, giamai riguardo

di mia Venere ignuda i bianchi rai!

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Autor
Biagio Cusano
Título
Io, che giudice altrui qui siedo in trono
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-che-giudice-altrui-qui-siedo-in-trono--biagio-cusano-71b54b
Cita recomendada
Biagio Cusano, «Io, che giudice altrui qui siedo in trono», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-che-giudice-altrui-qui-siedo-in-trono--biagio-cusano-71b54b.html

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