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Giacomo Puccini · Vanguardias / s. XX

Inno a Roma (Salvatori)

italiano

Roma divina, a te sul Campidoglio,
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.
Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il Sol che nasce sulla nuova storia;
fulgida in arme, all’ultimo orizzonte
sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma, maggior di Roma!

Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina:
il tricolore svetta sul cantiere,
su l’officina.
Madre che doni ai popoli la legge
eterna e pura come il sol che nasce,
benedici l’aratro antico e il gregge
folto che pasce!

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma, maggior di Roma!

Benedici il riposo e la fatica
che si rinnova per virtù d’amore,
la giovinezza florida e l’antica
età che muore.
Madre di uomini e di lanosi armenti,
d’opere schiette e di pensose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma, maggior di Roma!

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Por su autor
Giacomo Puccini
Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Giacomo Puccini
Título
Inno a Roma (Salvatori)
Lengua
italiano
Época
Vanguardias / s. XX
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-inno-a-roma-salvatori--giacomo-puccini-c0eb4b
Cita recomendada
Giacomo Puccini, «Inno a Roma (Salvatori)», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-inno-a-roma-salvatori--giacomo-puccini-c0eb4b.html

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