Gravan l’alma così cure ed affanni,
Che braccio chiedo di pietà non parco,
Che me pur salvi dal penoso incarco,
Per cui pavent’omai ultimi danni.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma con finto soccorso ah non m’inganni
Speme ed Amor di crudeltate scarco,
Ch’essi fur che a mia sorte apriro il varco
Con finti vezzi, e con fallaci inganni.
Ragion, tu sola il puoi, deh tu m’aita:
10Toglimi all’aspro duolo, ed ogni affetto
Tranquillamente a posar teco invita.
Ma scaltra ogni pensier rendi soggetto,
Perchè tu ancor potresti esser tradita
Se un di lor vola al lusinghier’ oggetto.