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Fulvio Testi · Barroco

Gira all'Adria incostante, Ercole il ciglio

italiano

Gira all’Adria incostante, Ercole il ciglio,

Che di Corte real vedrai lo stato,

E fin che hai tempo, e che ’l permette il Fato

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4De le fortune tue prendi consiglio.

Non ti fidar di calma. In un sol giorno

Scherza ne l’acque, e vi s’affonda il pino,

E tal ricco di merci è sul mattino,

8Che nudo erra la sera a i lidi intorno.

Grazia di regio cor gran lume spande,

Ma la luce ch’apporta è poco lieta;

E come raggio di mortal Cometa

12Tanto minaccia più quanto è più grande.

Compagno è ’l precipizio a la salita,

E van quasi del par ruina e volo.

Molti gl’icari son, ma chi d’un solo

16Dedalo i vanni in questo ciel m’addita?

Vide la Gallia i suoi Sejani, e vide

Anco l’Iberia i suoi, ma se più presso

Volgi lo sguardo, in questo lido istesso

20Più d’un ve n’ha che fra suo cor non ride.

O di sincero amor e di fè rara

Non volubile esempio, odi i miei detti,

E del vulgo profano i bassi affetti

24A calpestar da queste voci impara.

Non aura popolar che varia ed erra,

Non folto stuol di servi e di clienti,

Non gemme accolte o cumulali argenti

28Petto mortal pon far beato in terra.

Beato è quei, che in libertà sicura

Povero ma contento i giorni mena,

E che fuor di speranza e fuor di pena

32Pompe non cerca, e dignità non cura.

Pago di sè medesmo e di sua sorte

Ei di nimica man non teme offesa,

Senza ch’armate schiere in sua difesa

36Stian de l’albergo a custodir le porte.

Innocente di cor, di colpe scarco,

E non impallidisce e non paventa

Se tuona Giove, e se saette avventa

40Del giusto Ciel l’inevitabil arco.

Seggia chi vuol de’ sospirati onori

Su le lubriche cime: offrirsi veggia

Quanti colà, dove l’Idaspe ondeggia,

44Per la spiaggia Eritrea nascon tesori.

A me conceda il faretrato Apollo,

Che da la Corte a solitaria riva

Io passi un giorno, e là felice i’ viva

48Col plettro in mano e con la cetra al collo.

E poi che pieno avrà con la man cruda

Il fuso mio l’inesorabil Cloto,

Rustico abitator a tutti ignoto

52Se non solo a me stesso i miei dì chiuda.

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Autor
Fulvio Testi
Título
Gira all'Adria incostante, Ercole il ciglio
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-gira-all-adria-incostante-ercole-il-ciglio--fulvio-testi-dbcb17
Cita recomendada
Fulvio Testi, «Gira all'Adria incostante, Ercole il ciglio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-gira-all-adria-incostante-ercole-il-ciglio--fulvio-testi-dbcb17.html

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