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Anacreonte · Medieval

Già la feconda Niobe

italiano

Già la feconda Niobe

In ruvido macigno

Sulle colline frigie

Fu convertita un dì. .mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4

E un dì la vaga e bella

Sposa del crudo Tereo

Si vide in rondinella

Cangiata ancor così. 8

Cangiarmi in vetro lucido,

Mio bene, anch’io vorrei,

Perchè il tuo volto amabile

Veder potessi in me. 12

Oh in ricco manto adorno

Gli dei mi trasformassero

Per esser qualche giorno

Portato almen da te. 16

Perchè le membra tenere

Potessi circondarti,

D’un fresco fonte e limpido

Esser vorrei l’umor. 20

Luce degli occhi miei,

Per la tua pelle morbida

Esser non sdegnerei

Un delicato odor. 24

Al sen ricolmo e tumido

Servir vorrei di cinto,

O pure al collo candido

Di lucido monil. 28

Esser vorrei cangiato

Anche in negletto sandalo,

Per esser poi calcato

Dal piede tuo gentil. 32

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Expediente

Autor
Anacreonte
Título
Già la feconda Niobe
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-gia-la-feconda-niobe--anacreonte-03e28e
Cita recomendada
Anacreonte, «Già la feconda Niobe», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-gia-la-feconda-niobe--anacreonte-03e28e.html

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