GElsomini, onor di Flora,
Io vi veggio assai fastosi,
Tutti lieti, e baldanzosi,
Sol perchè di voi s’infiora,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E di voi s’imperla il seno
Amarilli onor del Reno.
Gelsomini orgogliosetti,
Pur è forza, ch’io ve ’l dica:
V’era meglio in piaggia aprica
10Star tra l’erbe, è tra i fioretti:
Che tra altre erbette belle
Ben sembrate tante stelle.
Ma in venir sotto a quel volto,
E posando in sì bel petto,
15Dove Amor per suo diletto
Ogni Bello ha insieme accolto,
Voi perdeste il vostr’onore
Nella gara del candore.
V’era meglio il fare adorno
20In sull’ara un Idol muto;
Voi avreste almen vissuto
Più d’un’alba, e più d’un giorno:
Or veniste a lei d’avante
Per disfarvi in un istante.
25Già vi scorgo a poco a poco
Farvi languidi, e men belli
Sventurati, meschinelli
Troppo ardore, e troppo fuoco
Versa giù dalle pupille
30La bellissima Amarille.
Chiesto aveste a me consiglio;
Non andate, v’avrei detto,
Tra le nevi di quel petto,
Sotto i lampi di quel ciglio:
35Non è sen da lusingarsi,
Non son occhi da fidarsi.
Non è sen da lusingarsi,
V’avrei detto, perderete;
V’avrei detto, languirete
40Non son occhj da fidarsi:
Troppo presto, o semplicetti,
Languirete al suol negletti.
Or vi veggio, e ogn’un si vede,
Qual cadere a lei sul grembo,
45Qual sul manto, e qual sul lembo,
Tutti alfin caderle al piede;
Perchè il piè vi sani, e tocchi
Si mal conej da’ begli occhj.
Gelsomini orgogliosetti,
50Quel ch’avvien, ch’io di voi canti
Pur lo dico a i cuori amanti:
Cuori amanti semplicetti,
Non è sen da lusingarsi
Non son occhj da fidarsi.