Freddo pensier, che d’agghiacciato zelo
creò nel petto mio fervido amore,
e di tema nudrito e di dolore
mi pasci sol di venenoso gelo;
sgombrisi omai dagli occhi miei quel velo
che ’l ben nasconde e ’l mal palesa al core;
ritorna nel tuo cieco ed atro orrore,
oscura nebbia del mio chiaro cielo.
Se l’altrui vista la mia vita offende
e d’empia voglia invidïosa armato
sol del piacer altrui mi spiace e dole;
or ch’a ciascun si cela il mio bel sole,
ne le tenebre mie vivo beato
e l’altrui povertá ricco me rende.