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PoetósferaLa BibliotecaGirolamo Fontanella

Girolamo Fontanella · Barroco

Fiumicello vezzoso

italiano

Fiumicello vezzoso,

che con passo lucente

fuor d’un seno petroso

con bel roco vagir spunti nascente,

e discorrendo in tortuosi errori

stampi in mezzo le piagge orme di fiori;

movi il piè susurrante,

peregrin fuggitivo,

e nel corso tremante

sei di posar nel proprio letto schivo,

e girevole e torto in vari modi

col tuo lubrico dente i sassi rodi.

Qual coppiero gentile,

dentro vaso d’argento

a la corte d’aprile

somministri da ber gelido e lento

e, qual musico bel, tra pietra e pietra

del tuo vivo cristal suoni la cetra.

Sei tu povero d’onde,

ma ben ricco di pregi,

ed angusto di sponde

il nome augusto hai d’onorati fregi,

e benché umil per le campagne corri,

per le penne di cigni altero scorri.

Nel bell’orto reale,

che fa scorno a l’Eliso,

per occulto canale

compartito in piú rivi entri diviso,

e per opra de l’arte argenti molli,

disdegnando la terra, al cielo estolli.

Ivi, limpido e bello,

colorando i bei campi

con argenteo pennello,

mille forme di fior dipingi e stampi

e, gorgogliando entro marmoree conche,

par che mostri parlar, ma in voci tronche.

Passi tacito poi

a le mura beate

ove, seggio d’eroi,

la Sirena inalzò l’alma cittate,

ed in mezzo le vie piú illustri e conte

per diletto d’altrui fai piú d’un fonte.

Giungi al tetto onorato

del mio caro Nardillo,

e da piombo forato,

prigioniero vagante, esci tranquillo,

e con tremola fuga e dolce suono

fai di specchi cadenti un regio trono.

Qui, tra marmi spiranti

ch’han silenzio facondo,

versi piogge stillanti,

d’argentato licor Giove fecondo,

e di ricco tesor largo e ripieno

mille pesci guizzar ti vedi in seno.

Qui con tremole ampolle

par che placido balli

fuor d’un picciolo colle,

che con arte s’incurva entro due valli,

ed in ruvida sí ma vaga cote

formi in dolce cader lubriche rote.

Qui son musiche corde

le tue linfe cadenti,

onde lieto e concorde

traggi roca armonia di bassi accenti,

che lusinga l’udito e fa che l’alma

de le cure maggior sgravi la salma.

Tu, qualora cantando

il tuo dotto signore

va con l’arco temprando

ne la lira gentil fila canore,

qual Castalio novel ti vedi intorno

col drappel de le muse il dio del giorno.

Deh, se stanco egli brama

al suo corpo riposo,

e nel letto richiama

ai suoi lumi talor sonno gioioso,

in pacifico oblio, mentre dispensi

il tuo limpido umor, lega i suoi sensi.

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Autor
Girolamo Fontanella
Título
Fiumicello vezzoso
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-fiumicello-vezzoso--girolamo-fontanella-9b3ea0
Cita recomendada
Girolamo Fontanella, «Fiumicello vezzoso», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-fiumicello-vezzoso--girolamo-fontanella-9b3ea0.html

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