Ecco, Signor, dopo tant’anni e tanti
Spesi in cercar quel ch’io fuggir dovea
Che di quel prato, ov’io posar credea,
Nacque il serpe, cagion di tutti i pianti;
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Or l’empio dico: tor dovev’ innanti
Dal Verde il piè quando l’April ridea:
Ch’or ti rimove dall’usanza rea
La grave età, non pensier puri e santi.
Io taccio, chè non so se ’l mio dolore
10O venga dal pensier d’averti offeso,
O dall’esser vicino all’atre porte.
O memorie funeste! o freddo orrore!
Tanto ch’io sono al disperare inteso:
Pur non posso far onta alla tua Morte.