Del tutto a la ricisa io sbandeggio
ciascuna mala femmina di pregio,
però che sempre mai dal!or collegio
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4me n’iu) veduto male e me ne veggio.
E, s’io mai piú nissuna ne richieggio,
ch’io sia tenuto a vile ed a dispregio;
e I buon notai’ ne faccia privilegio,
8ed io ne strò contento, per ch’io deggio
E scriva ch’io rinunzio al benefizio
di lor lusinghe, piacere o diletto;
11a ciò mi obligo insino al die giudizio.
E, se io non seguisco quel, c’ho detto,
che io sie preso e menato a l’ospizio
14d’Amor, che mi punisca del difetto.