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Pindaro · Medieval

Dei possenti Alcmeonidi

italiano

Dei possenti Alcmeonidi,

Che riportâr delle quadrighe il vanto

Narriam, ma Atene esimia

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Il fondamento gitti al nostro canto.

Qual diva casa o patria

Da me chiamare si potria più chiara

Di questa in tutta l’Ellade?

8Ogni cittade dalla fama impara

Quali essi sieno, o Apolline,

I cittadini figli d’Eretteo.

A te questa prosapia

12Già l’ammirando Pitio tempio fèo.

Me al canto ora costringono

Cinque istmiche vittorie e un’altra ancora,

Che cara a Giove Olimpia

16Vide: e una doppia palma si mietea

Da te in Cirra e dagli avoli,

Megacle; ed ora per vittoria nova

Sento esultanza: spiacemi

20Solo che invidia guerra al merto mova.

Dicono che se florida

Felicitade all’uomo s’avvicina,

Ella dipoi fuggevole

24Tragge le cose nella sua rapina.

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Dónde vive
La Biblioteca

O voi, che le Cefisie onde otteneste →

Expediente

Autor
Pindaro
Título
Dei possenti Alcmeonidi
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-dei-possenti-alcmeonidi--pindaro-a0512e
Cita recomendada
Pindaro, «Dei possenti Alcmeonidi», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-dei-possenti-alcmeonidi--pindaro-a0512e.html

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