DEH fuggi al monte
Con ali pronte
Colomba semplicetta;
Già stride (ascolta)
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Dall’arco sciolta
La rapida saetta.
Girar si vede
Vago di prede
Il cacciator d’Averno;
10E non lontani
Latrano i cani
Del grand’esilio eterno.
Rauco d’intorno,
Mormora il corno,
15E ’l bosco ne rimbomba:
Fuggi lo stuolo,
Raddoppia il volo
Semplicetta colomba:
Tremano a schiere
20Augelli e Fere
Ne’ cavi lor segreti
Fuggi ben tosto;
Ecco disposto
Vischio, lacciuoli, e reti.
25Tutto è periglio;
Fuggi l’artiglio
Dello sparvier grifagno:
La tortorella
Già le quadrella
30Han tolta al suo compagno,
Già dentro al fido
Vedovo nido,
Sparso di sangue e piume,
Lo sposo afflitto
35Riman trafitto,
E lascia il dolce lume.
Queste, e non sole,
Sagge parole
Mi scesero all’orecchio,
40Mentre amorose
Vermiglie rose
Di coglier m’apparecchio.
Scarco d’affanno
Era dell’anno,
45E di mia etate aprile:
Io non so come
Far alle chiome
Volea serto gentile.
Ma d’improvviso
50Cangiando il viso
Tremai d’alto spavento,
D’angoscia e doglia,
Qual secca foglia,
Cui scuote e porta il vento.
55Se non che il cuore
Sgombran d’orrore
Zeffiretti beati:
Già l’ali stendo
Sicura, e prendo
60Un de’ miei voli usati,
Desìo mi porta
Dietro alla scorta,
Che a’ veri Beni adduce:
Di balza in balza
65La mente s’alza
Ver l’increata luce.
Dal chiaro albergo
Mi volgo a tergo,
E miro il basso Mondo:
70Or dov’è ’l bosco
Più nol conosco,
Nè Terra, o Mar profondo,
In aurea gonna
D’Adria la donna
75Ov’è, di pace esempio?
Ove quel denso
Popolo immenso,
E la gran torre e ’l tempio
Quel più non veggio
80Corso, e remeggio
Di vaghe navicelle:
Non odo i canti
De’ folli amanti
Ad uscì di donzelle.
85Nè il guardo scerne
L’ampie paterne
Natìe mura soavi,
Nè più affigura
Per l’aria oscura
90Le memorie degli Avi.
Punti e faville
Cittadi e ville
Pajon dal mio ricetto:
Quel di Fortuna
95Sotto la Luna
Gran regno quant’è stretto!
Ben parmi udire
Da lunge l’ire
Del nemico schernito;
100Audace e stolto
Ei leva il volto,
E a’ Suoi mi mostra a dito.
Scagliano strali,
Dispiegan l’ali
105Quai sozzi pipistrelli,
E al bel soggiorno
Volano intorno
Mille angeli ribelli.
Ma troppo avanza
110L’eccelsa stanza
Lor frecce elette e prime:
Debili e manche
Riedono e stanche
Pria di toccar le cime.
115Oh qual beato
Tranquillo stato
Convien che goda e speri
Chi a te s’appiglia
Pietra vermiglia
120Porto de’ miei pensieri!
Oh dolci e quete
Cinque segrete
Nell’alta rupe aperte
Grotte, ove obblìa
125L’anima mia.
Tante noje sofferte!
Oh disiata
Cara beata
Libertà di sospiri
130O santo amore,
Del mio Signore,
Che quì spesso t’aggiri!
Non pioggia o gelo
Quì, nè dal Cielo
135Scenda falda di neve;
Ma sol rugiada
Che lenta cada,
La mente avida beve.
Quì mi consola
140Di sua parola;
Mi guida, e mi sostiene
Campion del Vero,
L’onor primiero
Dell’affricane arene.
145In questo loco
Soave fuoco
Non grave folgor piomba:
Or qui starommi
Chiusa, e vivrommi
150Semplicetta colomba.
Ma qual ristaura
Di placid’anra
Soffio le molli fronde?
Egli è l’ascoso
155Eterno Sposo,
Che a’ sospir miei risponde.
Non mi sia tolto
Vederne il volto;
Vieni, o Sposo, e t’affretta:
160Vieni, e dà vita
Alla romita
Colomba semplicetta.