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PoetósferaLa BibliotecaGiovanni Antonio Volpi

Giovanni Antonio Volpi · Ilustración

Deh fuggi al monte

italiano

DEH fuggi al monte

Con ali pronte

Colomba semplicetta;

Già stride (ascolta)

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Dall’arco sciolta

La rapida saetta.

Girar si vede

Vago di prede

Il cacciator d’Averno;

10E non lontani

Latrano i cani

Del grand’esilio eterno.

Rauco d’intorno,

Mormora il corno,

15E ’l bosco ne rimbomba:

Fuggi lo stuolo,

Raddoppia il volo

Semplicetta colomba:

Tremano a schiere

20Augelli e Fere

Ne’ cavi lor segreti

Fuggi ben tosto;

Ecco disposto

Vischio, lacciuoli, e reti.

25Tutto è periglio;

Fuggi l’artiglio

Dello sparvier grifagno:

La tortorella

Già le quadrella

30Han tolta al suo compagno,

Già dentro al fido

Vedovo nido,

Sparso di sangue e piume,

Lo sposo afflitto

35Riman trafitto,

E lascia il dolce lume.

Queste, e non sole,

Sagge parole

Mi scesero all’orecchio,

40Mentre amorose

Vermiglie rose

Di coglier m’apparecchio.

Scarco d’affanno

Era dell’anno,

45E di mia etate aprile:

Io non so come

Far alle chiome

Volea serto gentile.

Ma d’improvviso

50Cangiando il viso

Tremai d’alto spavento,

D’angoscia e doglia,

Qual secca foglia,

Cui scuote e porta il vento.

55Se non che il cuore

Sgombran d’orrore

Zeffiretti beati:

Già l’ali stendo

Sicura, e prendo

60Un de’ miei voli usati,

Desìo mi porta

Dietro alla scorta,

Che a’ veri Beni adduce:

Di balza in balza

65La mente s’alza

Ver l’increata luce.

Dal chiaro albergo

Mi volgo a tergo,

E miro il basso Mondo:

70Or dov’è ’l bosco

Più nol conosco,

Nè Terra, o Mar profondo,

In aurea gonna

D’Adria la donna

75Ov’è, di pace esempio?

Ove quel denso

Popolo immenso,

E la gran torre e ’l tempio

Quel più non veggio

80Corso, e remeggio

Di vaghe navicelle:

Non odo i canti

De’ folli amanti

Ad uscì di donzelle.

85Nè il guardo scerne

L’ampie paterne

Natìe mura soavi,

Nè più affigura

Per l’aria oscura

90Le memorie degli Avi.

Punti e faville

Cittadi e ville

Pajon dal mio ricetto:

Quel di Fortuna

95Sotto la Luna

Gran regno quant’è stretto!

Ben parmi udire

Da lunge l’ire

Del nemico schernito;

100Audace e stolto

Ei leva il volto,

E a’ Suoi mi mostra a dito.

Scagliano strali,

Dispiegan l’ali

105Quai sozzi pipistrelli,

E al bel soggiorno

Volano intorno

Mille angeli ribelli.

Ma troppo avanza

110L’eccelsa stanza

Lor frecce elette e prime:

Debili e manche

Riedono e stanche

Pria di toccar le cime.

115Oh qual beato

Tranquillo stato

Convien che goda e speri

Chi a te s’appiglia

Pietra vermiglia

120Porto de’ miei pensieri!

Oh dolci e quete

Cinque segrete

Nell’alta rupe aperte

Grotte, ove obblìa

125L’anima mia.

Tante noje sofferte!

Oh disiata

Cara beata

Libertà di sospiri

130O santo amore,

Del mio Signore,

Che quì spesso t’aggiri!

Non pioggia o gelo

Quì, nè dal Cielo

135Scenda falda di neve;

Ma sol rugiada

Che lenta cada,

La mente avida beve.

Quì mi consola

140Di sua parola;

Mi guida, e mi sostiene

Campion del Vero,

L’onor primiero

Dell’affricane arene.

145In questo loco

Soave fuoco

Non grave folgor piomba:

Or qui starommi

Chiusa, e vivrommi

150Semplicetta colomba.

Ma qual ristaura

Di placid’anra

Soffio le molli fronde?

Egli è l’ascoso

155Eterno Sposo,

Che a’ sospir miei risponde.

Non mi sia tolto

Vederne il volto;

Vieni, o Sposo, e t’affretta:

160Vieni, e dà vita

Alla romita

Colomba semplicetta.

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Por su autor
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La Biblioteca

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Expediente

Autor
Giovanni Antonio Volpi
Título
Deh fuggi al monte
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-deh-fuggi-al-monte--giovanni-antonio-volpi-22e8a3
Cita recomendada
Giovanni Antonio Volpi, «Deh fuggi al monte», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-deh-fuggi-al-monte--giovanni-antonio-volpi-22e8a3.html

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