Dante, io ho preso l’abito di doglia,
E innanzi altrui di lagrimar non curo;
Chè ’l vel tinto ch’io vidi e ’l drappo scuro
D’ogni allegrezza e d’ogni ben mi spoglia;
Et il cor m’arde in desïosa voglia.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5
Di pur doler mentre che ’n vita duro;
Tal ch’Amor non può rendermi sicuro,
Ch’ogni dolor in me più non s’accoglia.
Dolente vo pascendo i miei sospiri,
Quanto posso inforzando 'l mio lamento10
Per quella in cui son morti i miei desiri.
E però se tu sai nuovo tormento,
Mandalo al desïoso de’ martìri,
Che fìe albergato di coral talento.