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Sennuccio del Bene · Medieval

Da poi ch'i' ho perduto ogni speranza

italiano

Da poi ch’i’ ho perduto ogni speranza

Di ritornare a voi, madonna mia,

Cosa non è nè fia

Per conforto già mai del mio dolore.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Non spero più veder vostra sembianza,

Poi che fortuna m’ha chiusa la via

Per la qual convenìa

Ch’io ritornassi al vostro alto valore;

Ond’è rimaso sì dolente il core

10Ch’io mi consumo in sospiri et in pianto;

E duolmi perchè tanto

Duro, che morte vita non m’ha spenta.

Deh che farò! chè pur mi cresce amore

E mancami speranza d’ogni canto.

15Non veggio in quale ammanto

Mi chiuda, chè ogni cosa mi tormenta;

Se non ch’io chiamo morte che m’uccida,

Et ogni spirto ad alta voce il grida.

Quella speranza, che mi fe lontano

20Dal vostro bel piacer che ogn’or più piace,

Mi si è fatta fallace

Per crudel morte d’ogni ben nemica.

Ch’Amor, che tutto dato in vostra mano

M’aveva ed ha per consolarmi in pace,

25Di consiglio verace

Fermò la mente misera e mendica

In farmi usar dilettosa fatica.

Per acquistare onor mi fe partire

Da voi pien di desire

30Per ritornar con pregio e in più grandezza.

Seguii signor che, s’egli è uom che dica

Che fusse mai nel mondo il miglior sire,

Lui stesso par mentire;

Chè non fu mai così savia prodezza:

35Largo prudente temperato e forte,

Giusto più ch’uom che mai venisse a morte,

Questo signor creato di giustizia,

Eletto di virtù tra ogni gente,

Usò più altamente

40Valorìa d’alma più ch’altro che fosse.

No’l vinse mai superbia od avarizia;

Anzi l’avversità ’l fece potente,

Chè magnanimamente

Ei contrastette a chïunque il percosse.

45Dunque ragion e buon voler mi mosse

A seguitar signor cotanto caro.

E se color fallaro

Che fecion contra lui a lor potere,

lo non devea seguir le false posse.

50Vennimi a lui, fuggendo il suo contraro:

E perchè ’l dolce amaro

Morte abbia fatto, non è da pentere;

Chè ’l ben si dee pur far perch’egli è bene,

Nè può fallir chi fa ciò che conviene.

55 È gente che si tiene onore e pregio

Alcun ben che a lor venga per ventura;

Onde con poco cura

Mi par che questi menìn la lor vita.

Chè non adorna petto l’altrui fregio,

60Ma quant’uomo ha da sè per sua fattura

Usando dirittura

Questo si è suo, e l’opera è gradita.

Dunque qual gloria a nullo è stabilita

Per morte di signor cotanto accetto?

65No’l vede alto intelletto

Nè savia mente nè chi ’l ver ragiona.

O alma santa in alto ciel salita,

Pianger devrìati nemico e soggetto,

Se questo mondo retto

70Fusse da gente virtuosa e bona;

Pianger la colpa sua chi t’ha fallito,

Pianger la vita ognun che t’ha seguìto.

Piango la vita mia, però che morto

Sei, mio signor, cui più che me amava

75E per cui io sperava

Di ritornar dov’i’ sarìa contento:

Et or senza speranza di conforto

Più ch’altra cosa la vita mi grava.

O crudel morte e prava,

80Come m’hai tolto dolce intendimento

Di riveder lo più bel piacimento

Che mai formasse natural potenza

In donna di valenza,

La cui bellezza è piena di vertute!

85Questo mi hai tolto: ond’io tal pena sento.

Che non fu mai sì grieve condoglienza;

Chè ’n mia lontana assenza

Già mai vivendo non spero salute,

Ch’egli è pur morto ed io non son tornato;

90Ond’io languendo vivo disperato.

Canzon, tu te n’andrai dritta in Toscana

A quel piacer che mai non fu il più fino;

E fornito il cammino

Pietosa conta il mio lamento fero.

Ma prima che tu passi Lunigiana

Ritroverai ’l Marchese Franceschino;

E con dolce latino

Gli di’ che alquanto ancora in lui spero;

E, come lontananza mi confonde,

Pregal ch’io sappia ciò che ti risponde.

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Autor
Sennuccio del Bene
Título
Da poi ch'i' ho perduto ogni speranza
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-da-poi-ch-i-ho-perduto-ogni-speranza--sennuccio-del-bene-7ae8b7
Cita recomendada
Sennuccio del Bene, «Da poi ch'i' ho perduto ogni speranza», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-da-poi-ch-i-ho-perduto-ogni-speranza--sennuccio-del-bene-7ae8b7.html

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