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PoetósferaLa BibliotecaDonato Antonio Leonardi

Donato Antonio Leonardi · Romanticismo

Collinetta aprica e bella

italiano

COllinetta aprica e bella,

Chi t’appella

Valle oscura, oh quanto egli erra!

Che di te più vezzosetta.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Collinetta

Non s’alzò giammai da terra.

L’Alba appena esce dall’onde,

Che diffonde

Sovra te l’argente berine;

10E col pianto dell’Aurora

Ben allora

Tu t’imperli il verde crine.

Quando il Sol, che l’ombre aggiorna,

Poi ritorna

15A portar la luce a noi;

Ha piacer, che le tue cime

Sien le prime

A goder de’ raggi suoi.

Tu sei tutta colorita,

20E vestita

D’un color bianco e vermiglio:

Fanno a gara sul tuo viso

Tutto riso

A fiorir la rosa e ’l giglio.

25Ogni auretta adulatrice

Passa, e dice:

Quì si ride, e quì si gode;

Ogni augel tra le tue foglie

Sol discioglie

30La sua lingua a darti lode.

Ma di frutti oh come pieno

Porti il seno,

Di quei frutti, onde il cor bei!

Di quel nettare soave

35Tu sei grave,

Che don cede al vostro, o Dei.

Ma qual turbine s’aggira,

E si mira

Collinetta, a te d’intorno,

40E con sì terribil faccia

Che minaccia

Di far notte in faccia al giorno?

Ecco, ohimè, che in un momento

Ohimè, sento

45Scender più grandine acerba!

Contra te scarica il Cielo

Crudo gelo,

Collinetta alta e superba.

Ecco, ohimè, tutte sfrondate,

50Lacerate

Le tue viti io miro al suolo!

Le tue foglie arse e distrutte

Miro tutte,

Miro, e n’ho tormento e duolo!

55Or quel Bel, che già ti fea,

Come Dea,

Sovra l’altre ergere il soglio,

Dove andò, se in un baleno

Il tuo seno

60S’è cangiato in nudo scoglio?.

Senz’onor di vaghi fiori,

Senza odori,

La tua fronte al Cielo or s’alza:

Non sei più Collina ombrosa

65Sì fastosa,

Ma deserta orrida balza.

Non son’io sì stolto e cieco

Ch’oggi teco

Di parlare abbia desio;

70Sordo Colle, ed insensato,

Il tuo fato

Già non muove il dolor mio.

Sol perchè tu sei l’immago

Di quel vago

75Volto reo de’ miei martirj;

A sfogar l’ardore immenso

Mentre io penso,

Par, che teco io quì deliri.

Ma se tu non sei capace

80Di dar pace

Alla doglia mia severa;

Odi, o tu, che tanto fuoco

Prendi a giuoco,

Odi, e lascia d’esser fiera.

85Non fuggire, o Clori stolta

Ferma, ascolta,

Ferma, e poi da te mi sciolgo:

Tutto quel che in questi accenti

Or tu senti,

90Non è favola del volgo.

Quel crin d’oro, che tra l’onde

Delle bionde

Chiome da naufragio a i cuori;

Quel vezzoso e caro labro

95Di cinabro,

Dove ridono gli Amori;

Quella guancia, che vermiglia

Rassomiglia

Bella rosa in su lo stelo

100Quelle mani, che son fatte

Di quel latte,

Che smaltò la via del Cielo;

Quelle si vedransi, e quelle

Chiome belle

105E le guance delicate

E il vezzoso e caro labro

Di cinabro

Calpestar da fredda state.

Allor’io quell’occhio nero,

110Già sì fiero,

Mirerò senza periglio;

Che l’età, perchè non scocchi

Stral dagli occhi,

Ruberà la forza al ciglio.

115Quel tuo viso allor pietoso,

Lagrimoso

Non avrà da me mercede;

E in mirarti, oh qual diletto

Avrà il petto,

120Tutta in lagrime al mio piede!

Dal tuo pallido sembiante

Ogni Amante

Io vedrò fuggir lontano;

E chi già sprezzasti tanto

125Col tuo pianto

Chiamerai, ma sempre invano.

Così gelida vecchiezza

Tua bellezza

Ridurrà scherno degli anni,

130In quel volto allor sfiorito,

Scolorito

Mirerò, ma senza affanni.

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Por su autor
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La Biblioteca

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Autor
Donato Antonio Leonardi
Título
Collinetta aprica e bella
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-collinetta-aprica-e-bella--donato-antonio-leonardi-34e216
Cita recomendada
Donato Antonio Leonardi, «Collinetta aprica e bella», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-collinetta-aprica-e-bella--donato-antonio-leonardi-34e216.html

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